Elena Schillaci, una studentessa della V L, nel ricordare gli anni trascorsi al liceo, ha salutato i compagni con queste intense parole.


“Godeteveli questi giorni tra i banchi di scuola, che sia il vostro ultimo anno, che sia il vostro primo anno, perché una cosa è certa:
sono anni
che non torneranno.
Godetevi quei banchi
quei corridoi
le paure
le ansie
e godetevi i compiti
le interrogazioni,
ma, soprattutto, le risate.
Godetevi tutto:
i cambi, le ricreazioni, i progetti, i corridoi, i due e i quattro i sei strappati per miracolo i minuti contanti per vedere il vostro lui o la vostra lei nel corridoio, le liti…
perché non tornerà niente.
Non abbiate paura di nulla,
perché, anche quando tremerete di paura
perché, anche quando penserete ‘Sto morendo’, non sarà vero niente, anzi starete vivendo un sacco, starete vivendo forte.
Godeteveli quei banchi
e questi giorni in quella scuola che tanto odiate, la vostra.
Godetevi i respiri profondi,
le risate,
essere ragazzi
perché quando uscirete da quel liceo
dopo la maturità
dopo la notte delle notti
dopo la notte prima degli esami
che è una notte speciale
inizierete ad essere grandi.
Le volte in cui urlerete ‘Questa volta non ce la faccio’
e ricordatevi che ce la fate sempre,
se solo volete,
perché l’unico blocco che avete sono quelle quattro parole che vi ripetete ‘Non ce la faccio’
e non fatevi convincere di niente:
che non siete in grado di superare le vostre paure e i vostri limiti, perché non ne avete.
Godetevi questi anni,
perché questi anni sono pieni di vita, di paura, di speranza, di voglia, pure se passerete cento giorni con la testa abbassata sulla scrivania, ma ne varrà la pena – credetemi – e se posso darvi un consiglio:
studiate sì, ma, soprattutto, divertitevi.
Godetevi questi anni
e non pensate al voto,
perché non siete un voto
mostrate che siete molto di più
di un voto scritto su un pezzo di carta, perché quello che voi, noi siamo vale tanto e tanto di più, vale di più.
E ai ragazzi di quinto,
che devono affrontare la maturità,
voglio dire di non temerla
né di odiarla
né di convincersi
di essere quel voto in centesimi scritto nero su bianco a metà luglio.
Godetevi questi anni
e fate tutto quello che dovete fare:
in fondo, com’è che si dice?
Meglio un rimorso che un rimpianto.
Godetevi questi anni
e la vostra scuola,
perché in questi anni e in quella scuola resterà una parte della vostra vita, della vostra adolescenza, del vostro insegnamento e del vostro cuore.
Godetevi tutto quello che c’è tra quelle mura, tanto odiate quanto amate Date un senso a tutto:
a questa vita
a questi giorni,
a quei banchi
a quei libri.
Studiate per voi
crescete per voi stessi,
perché in questa vita tutto quello che facciamo lo dobbiamo fare per noi.
Buona fortuna
che non se si dice
o se invece porta sfiga,
ma tanto quello che conta
è essere felice
e godersi ogni attimo
di ogni momento
di ogni anno
ed allora
Ad maiora!”